Mancanza della volontà punitiva nella querela e sue conseguenze
La Corte di Cassazione, sezione penale, con sentenza 17532/2020 ha evidenziato che la giurisprudenza consolidata ritiene che, pur non richiedendosi l’utilizzo di formule sacramentali (Sez. 2, n. 30700 del 12/04/2013, De Meo, Rv. 255885), tuttavia, è necessario che nella querela vi sia una manifestazione di volontà di perseguire il colpevole, ai fini della validità della stessa.
Detta volontà deve emergere chiaramente, non essendo consentito rinvenire, nel mero atto di denuncia, la richiesta punitiva idonea a integrare la condizione di procedibilità del reato.