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Cosa succede … se il datore di lavoro non paga il TFR?

Il TFR è il trattamento di fine rapporto che spetta al lavoratore in seguito alla cessazione del suo rapporto di lavoro, indipendentemente dal motivo per cui lo stesso è cessato.

L’ammontare del TFR corrisponde all’incirca ad una mensilità della busta paga base ( non sono calcolati i rimborsi spesa).

Lo stesso viene corrisposto dall’azienda se il lavoratore ha deciso di non aderire alla previdenza complementare.

Normalmente il TFR viene liquidato insieme all’ultima busta paga dove sarà indicata l’ultima mensilità, tredicesima spettante e il TFR dovuto per l’intero periodo di lavoro.

Il diritto del lavoratore a vedersi corrispondere il TFR scatta al momento della cessazione dell’attività lavorativa.

I Contratti collettivi nazionale possono, però indicare un termine entro il quale il datore di lavoro deve corrispondere il TFR.

Bisogna precisare, inoltre, che il TFR deve essere liquidato interamente e non è ammesso dall’ordinamento un pagamento dilazionato

In caso il lavoratore non riceva quanto dovuto dal suo datore di lavoro, potrà adire il Tribunale per vedere tutelato il proprio diritto.

Il lavoratore ha il termine di cinque anni entro il quale deve  esercitare tale diritto. Può interrompere i termini prescrizionali con  una semplice lettera di messa in mora.

Ovviamente se il datore di lavoro non ha il denaro per pagare il lavoratore o stesso può richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo, ma può valutare anche di richiedere il fallimento dell’azienda.

In caso il fallimento non sia concesso per carenza di requisiti soggettivi ed oggettivi , il lavoratore può richiedere il pagamento di quanto a lui spettante al FONDO DI GARANZIA DELL’INPS.

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